Aceri

Arnica montana

L’arnica, detta anche “fiore della montagna”, è nota da secoli come pianta medicinale. Tradizionalmente viene utilizzata soprattutto per uso esterno in caso di contusioni, distorsioni, dolori muscolari localizzati e disturbi reumatici. È caratterizzata dai suoi fiori di colore giallo tuorlo o giallo arancio e dalla sua presenza nei prati di montagna poveri di sostanze nutritive, nelle torbiere e nelle brughiere. Poiché l’arnica selvatica è fortemente minacciata in molte località, in diverse regioni è sottoposta a tutela. Per l’uso medico, la coltivazione controllata, i progetti sostenibili e una lavorazione accurata rivestono quindi un ruolo centrale.

Scheda informativa

  • Nome botanico: Arnica montana L.
  • Nome tedesco: Arnica, benessere in montagna
  • Famiglia botanica: Asteracee (Asteraceae)
  • Distribuzione: Scandinavia, Portogallo settentrionale, Spagna, Italia settentrionale, Paesi balcanici, Russia meridionale, Asia centrale e regioni montuose dell’Europa centrale
  • Sede: suoli poveri di calcare e acidi, boschi di conifere radi, suoli palustri e di brughiera, prati di montagna non concimati
  • Altitudine: da circa 600 a 2700 metri
  • Periodo di fioritura: Da giugno a luglio
  • Parte della pianta utilizzata: soprattutto i fiori; a seconda della preparazione, anche l'intera pianta
  • Applicazione: esclusivamente per uso esterno e diluito

L'arnica è una pianta erbacea perenne. Dal rizoma strisciante si forma, nel primo anno, una rosetta basale con quattro-sei foglie ovali-lanceolate e pelose. Nel secondo anno si sviluppa un fusto alto fino a 50 centimetri, ricoperto di peli ghiandolari. I capolini raggiungono un diametro di circa sei-otto centimetri e sono terminali.

I fiori sono di colore giallo tuorlo o giallo arancio e emanano un profumo caratteristico e gradevole. I fiori a lingua sono piegati all’indietro in modo irregolare, il che conferisce alla pianta il suo aspetto leggermente arruffato. I frutti presentano un pappo giallastro ricoperto di peli ispidi, che ne favorisce la dispersione. L’arnica può inoltre riprodursi vegetativamente tramite brevi stoloni.